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La Bibliothèque Nationale de France ha acquistato l’originale dell’autobiografia di Giacomo Casanova. Una storia che, con le traversie subite dal prezioso manoscritto, si arricchisce di un ulteriore capitolo.
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La Bibliothèque Nationale de France ha acquistato l’originale dell’autobiografia di Giacomo Casanova. Una storia che, con le traversie subite dal prezioso manoscritto, si arricchisce di un ulteriore capitolo.
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Deve comprarla o no il governo tedesco la lista con i nomi di 1500 evasori, in massima parte tedeschi, che hanno conti non dichiarati in Svizzera? Evadere è reato penale in Germania (in Svizzera lo è solo la frode). Quella lista è stata rubata, comperare merce di provenienza furtiva si chiama ricettazione. Perseguire chi ha evaso induce a condotta fiscale virtuosa, ma consentire a chi fa un ricatto di intascare il premio induce altri a farlo: per questo si bloccano i beni dei sequestrati.
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“Sono Scott Brown, guido un pick-up”: si presentava così ai comizi, il repubblicano che è riuscito a sottrarre ai democratici, dopo 47 anni, il seggio senatoriale del Massachusetts. Obama aveva preso l’auto come simbolo dei cambiamenti che intendeva portare nella società e nei consumi americani? E lui prende come simbolo i pick-up, i SUV, i loro motori ultrapotenti, le loro dimensioni esagerate per rivolgersi a un’America orgogliosa della propria forza, gelosa della libertà di muoversi nei grandi spazi, che non si ritrova nelle macchine risparmiose e fighette progettate in Europa.
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Sì alla talpa che offre l’elenco dei 1.500 conti tedeschi in Svizzera per 2,5 milioni
di Marika De Feo
FRANCOFORTE – La lista degli evasori tedeschi? «Se i dati sono rilevanti, bisogna fare di tutto per ottenerli» ha detto ieri Angela Merkel. La Cancelliera ha rotto gli indugi e indicato la strada che Berlino intende seguire nel «giallo» del cd con i dati di circa 1500 presunti evasori fiscali tedeschi parcheggiati in banche svizzere, offerto da una «talpa» al ministro delle Finanze Wolfgang Schäeuble per 2,5 milioni di euro.
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Trent’anni di guerra. Tra loro non c’è continuità politica. Il punto di contatto è la strenua opposizione ai due da parte dei sostenitori del pensiero unico.
Ha ragione Antonio Polito, fare di Berlusconi l’erede di Craxi o la sua conseguenza politica è una “forzatura non vera e soprattutto non politicamente fondata”; sostenerlo è motivo più di confusione che di comprensione, e dell’uno e dell’altro.
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