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→  gennaio 31, 2008

Quando si parla di privatizzazioni realizzate ci si riferisce di solito a quelle delle grandi imprese di Stato, Enel, Eni, Telecom, Autostrade, o per esaltarle o per demonizzarle. Quando si parla delle privatizzazioni non (ancora) realizzate, ci si riferisce alle vendite bloccate a vario titolo. Presunte ragioni strategiche, come per le quote detenute ancora dal Tesoro in Enel ed Eni. Veti sindacali, come per Alitalia e Fincantieri. Egoismi localistici, come per le mini IRI municipali. Problemi politici, come per Rai. Obbiettive difficoltà, come per Poste e Ferrovie.

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→  novembre 8, 2007

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Geronzi e i “piani alti”

C’é un problema Geronzi? Lo sostiene, senza punto interrogativo, “Report” di domenica scorsa. Secondo la sua conduttrice Milena Gabbanelli, dopo la condanna in primo grado per insider trading, con le nubi delle vicende legate al crac Cirio, da quanto emergerebbe da indagini interne sull’uso di fondi per iniziative promozionali, Cesare Geronzi non dovrebbe sedere sulla poltrona di Presidente del Comitato di Sorveglianza di Mediobanca.

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→  ottobre 22, 2007

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L’economista: "Sono diventate stabilizzatori del capitale e fornitrici della patente di "privato"

Da lunga mano della politica a potere autonomo e autoreferenziale che la condiziona. Netta la critica dell’economista Franco Debenedetti che in Parlamento si era battuto affinché le Fondazioni uscissero definitivamente dal capitale delle banche, recidendo un cordone ombelicale «che risponde ad altre logiche, e non certo a quella di allargare l’area del non profit».

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→  febbraio 23, 2006

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Evitare il protezionismo «alla Fazio» senza favorire gli «invasori» stranieri: ecco la sfida per il nuovo capo della Banca d’Italia

Il primo obbiettivo, ricostituire il capitale di credibilità di Banca d’Italia, Mario Draghi l’ha centrato con poche mosse: gli averi apportati a un blind trust, l’astensione per non coinvolgere la Banca in polemiche su conflitti di interesse, un codice etico, chiusura di antiche controversie. E la bandiera al balcone. Il secondo, ricostituire il capitale umano, richiederà tempi lunghi: in Via Nazionale, se non dal vertice, si entra solo dal basso. Erano questi gli obbiettivi di quelli per cui la priorità era il mandare a casa Fazio: a Draghi è stato facile accontentarli.

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→  gennaio 25, 2006

È un’altra Banca d’Italia quella in cui si è insediato Mario Draghi questa settimana. La riforma pone fine alla solitudine del monarca assoluto e al superbo isolamento dell’istituzione, consente di guardare in un modo più penetrante ai problemi dei Paese e alla forze che formano l’ossatura della sua economia. E che, in questa sorta di “considerazioni iniziali”, appaiono tutte accomunate in una crisi profonda, come se fossero giunte estenuate alla fine di un ciclo.

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→  dicembre 15, 2005

L’intervista

«Io vedo due cose: un banchiere incolpato e un’ammissione di colpevolezza. Nient’altro, tutto il resto sono dei “si dice”». Dopo l’arresto del numero uno di Bpi, Giampiero Fiorani, con l’accusa di aggiotaggio, appropriazione indebita e associazione a delinquere, il senatore Franco Debenedetti non ci sta a fare di tutta l’erba un fascio e richiama all’ordine chiunque volesse «allargare qualcosa che invece è ben circoscritto».

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